GRAPE&HEALTH WINE
Finalità Contenuti & Risultati Attesi
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Il progetto GHW propone lo sviluppo di un sistema tecnologico e biotecnologico innovativo, operante secondo standard certificabili, che consenta alle imprese vinicole italiane di tracciare, analizzare e intervenire in maniera oggettiva lungo le fasi della filiera per monitorare, preservare e migliorare i livelli nutrizionali e gli effetti salutistici del vino, dal trasporto della materia prima in cantina fino al consumo finale.
Si tratta di un sistema di analisi e gestione totalmente Web Based, a tutti i livelli aziendali ed in interconnessione con altre realtà esterne, da far applicare agli operatori interessati della filiera vitivinicola italiana, che - attraverso misurazioni ed accorgimenti innovativi lungo i vari processi, basati su sensori, microrganismi, enzimi, software e tecnologie assistite – sarà in grado di fornire dati qualitativi e quantitativi in una forma standardizzata secondo i protocolli sviluppati, tali da consentire al sistema GHW di elaborarli e di autoimparare nel tempo (grazie all’impiego delle tecniche di intelligenza artificiale, quali reti neurali e modelli fuzzy-logic), e di proporre alle imprese gli interventi preventivi o correttivi necessari per assicurare al mercato un prodotto più sicuro e con effettive ricadute positive sulla salute.
Il progetto GHW si colloca nell’area obiettivo A) “Rinnovo e capitalizzazione delle competenze distintive” del bando, in quanto è finalizzato a migliorare le conoscenze tecnico-scientifiche e le competenze tecnologiche e gestionali delle imprese vinicole italiane per lo sviluppo di processi sperimentali e innovativi lungo l’intera filiera, favorendone la capitalizzazione in virtù delle applicazioni proposte e delle prospettive di industrializzazione previste (vedasi anche, nello specifico, il sistema tecnologico di valutazione e certificazione delle competenze previsto dal progetto).
La Sottoarea del bando a cui si riferisce il GHW è la A5) "Tecnologie, sistemi di produzione e prodotti destinati al miglioramento della qualità della vita (ambito chimico, biologico, nutrizionale)”.
Il progetto pone a fondamento della proposta i risultati di numerosi studi scientifici secondo cui il vino, se consumato nelle giuste quantità, concorre al miglioramento della qualità della vita, in quanto è stato provato che riduce il rischio di malattie cardiovascolari, stimola le difese immunitarie, rallenta l’invecchiamento cerebrale e riduce l'incidenza di malattie neurodegenerative come l'Alzheimer ed il Parkinson. Esso, inoltre, risulterebbe particolarmente attivo contro l’Helicobacter pilori (batterio che provoca ulcere e che è fattore di rischio di carcinoma e linfoma gastrico) e, secondo alcune recenti ricerche della nutrigenomica, è capace – almeno quello rosso - di prevenire il diabete di tipo 2 e di tenere a bada il colesterolo.
Tuttavia, se gli effetti positivi del vino sono oramai riconosciuti nel mondo della ricerca scientifica, è altrettanto vero che nessuna impresa ha saputo fino ad ora tramutare tali fattori in altrettante leve competitive per lo sviluppo sui mercati, accusando anzi un contraccolpo in questi ultimi anni, dovuto alla campagna anti-alcool, che ha finito con l’incidere negativamente sulla dinamica dei consumi. E se a tale contraccolpo aggiungiamo quelli che potranno derivare dalle modifiche regolamentari introdotte con la nuova OCM sul vino (piuttosto favorevoli ai paesi del Nord Europa nei quali manca una tradizione della pratica vitivinicola), ne discende che il “made in Italy” ha bisogno di trovare sistemi innovativi per difendere ed elevare la propria competitività a livello internazionale, cogliendo a pieno le tendenze di innovazione più promettenti nel settore alimentare, costituite dai c.d. “sette pilastri” della Italian Food for Life (IF4L), che individuano classi rilevanti di temi (di cui la salute, la sicurezza e la qualità rappresentano priorità condivise), all’interno dei quali sono descritte le linee di sviluppo della ricerca e di test delle applicazioni derivate più rispondenti alle esigenze del mercato.
Il progetto GHW intende puntare proprio su questo, valorizzando gli aspetti più significativi del vino italiano, e cioè la sua qualità, intrinseca e percepita, le proprietà nutrizionali, il contenuto emozionale, la possibilità di preservare e comunicare in maniera oggettiva la sicurezza del prodotto e le sue effettive proprietà salutistiche. E lo intende fare ricercando e sviluppando lungo l’intera filiera una serie di soluzioni, basate su sensori, biosensori, microrganismi antagonisti, enzimi, le cui pratiche e i cui risultati vadano a confluire in tempo reale in un sistema tecnologico integrato (il “Grape & Health Wine”), in grado di indicare al consumatore il vino “migliore” e di suggerire alle imprese della filiera quando e come intervenire per migliorare la qualità dei propri prodotti e sottoprodotti, supportandole nella cooperazione finalizzata al miglioramento degli aspetti nutrizionali e di sicurezza alimentare delle produzioni (dagli interventi migliorativi della materia prima ai processi di trasformazione e conservazione del vino), riuscendone a certificare i processi (addirittura da remoto!) secondo standard di qualità, tracciabilità e rintracciabilità.
In tal modo, il sistema riuscirebbe ad informare sulle reali ed effettive proprietà nutrizionali e salutistiche dello specifico vino contenuto nella bottiglia acquistata, registrando nel sistema anche il giudizio del consumatore finale, attraverso l’inserimento dello stesso nella piattaforma web, associato al codice riportato sulla bottiglia (rivelatore di tutti i dati chimico-fisici rilevati lungo il processo di filiera tracciato).
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